POLIZIESCO ITALIANO

A FUMETTI.

di Luigi Serra

Marvin di Berardi e Milazzo

Analizzando la storia del fumetto realistico italiano degli ultimi 40 anni possiamo notare che gli autori hanno esplorato quasi sempre gli stessi generi narrativi. Pensiamo alla produzione degli anni sessanta e settanta quando le maggiori case editrici del periodo, l'Editoriale Dardo e la Sergio Bonelli Editore (attraverso le sue varie etichette), erano indirizzate verso due tematiche: quella western, con Capitan Miki (Dardo) Tex , Il Piccolo Ranger, Storia del West, Zagor (un western fantastico a dire il vero) e Ken Parker (Editoriale Cepim e Daim Press); sull'Indipendentismo americano con Il Comandante Mark (Araldo) e Blek Macigno (Editoriale Dardo). Le poche eccezioni sono state Mister No della Cepim e Koko della Editrice Geis.
Una delle ragioni di questa scelta la possiamo attribuire all'influenza inizialmente del cinema western americano e poi di quello italiano con gli “spaghetti western”, che hanno in pratica formato un gusto che ha ispirato gli autori del periodo.
Al contrario il genere poliziesco è stato sempre poco considerato dai fumettisti italiani. E' vero che ci sono stati Diabolik e Kriminal , ma in questo caso si trattava di fumetti “Neri”.
L'Italia ha sempre vantato una lunga tradizione di pubblicazione di romanzi gialli. Pensiamo all'enorme successo dei “Gialli Mondadori”. Il Giallo è stato da sempre di gran lunga il genere narrativo di maggior gradimento dal pubblico italiano rispetto, per esempio, alla fantascienza e all'horror.
Giorgio Scerbanenco, di origine ucraina da parte di padre, è stato uno dei maestri del poliziesco “made in Italy”. Il suo esordio avvenne nel 1940 con il romanzo “Sei giorni di preavviso” con protagonista l'investigatore Jelling. La sua affermazione in campo nazionale ed internazionale arriverà con la serie, di una modernità straordinaria, che ha come protagonista il medico-investigatore Duca Lamberti, radiato dall'Ordine e condannato al carcere per aver praticato l'eutanasia su una donna in agonia.
L'apprezzamento fu tale che Scerbanenco nel 1968 vinse il “Gran Prix de la litterature policiere”.
Diversi romanzi e racconti brevi di Scerbanenco sono stati trasposti in versione cinematografica. La sua scrittura influenzerà in maniera notevole il genere cinematografico del “poliziesco all'italiana. Fernando Di Leo è il regista che rimase più fedele alla narrazione originale dello scrittore italo-ucraino. Tra i tanti film diretti da Di Leo ricordiamo “I ragazzi del massacro”, del 1969.
Insomma gli stimoli erano davvero tanti, ma i fumettisti non seppero però trarne ispirazione per ricreare un poliziesco a fumetti, se non marginalmente in qualche fumetto erotico del periodo.
Nell'editoria degli anni settanta, del fumetto poliziesco prodotto da autori italiani, si trovano pochissime tracce e le più rilevanti sono ne Il Giornalino con “Il Commissario Spada” di Gianluca Gonano e Gianni De Luca (ambientato in Italia); sull'Intrepido con Sorrow di Graziano Cicogna e Giovanni Freghieri e sul “Il Monello con la serie Qui Commissario Norton di Angelo Saccarello e Antonio Toldo.
Intanto dai tempi di Giorgio Scerbanenco abbiamo assistito ad un proliferare continuo nuovi autori italiani di narrativa gialla. Ormai l'Italia vanta una notevole schiera di scrittori di romanzi gialli, pensiamo ad Andrea Camilleri, Andrea G. Pinketts, Loriano Machiavelli, Carlo Lucarelli, Sandrone Dazieri, per citarne solo alcuni e ultimo, ma non meno importante, Giorgio Faletti con il clamoroso successo dei suoi recenti romanzi.
E nel fumetto è cambiato qualcosa nella creazione di storie a tematica poliziesca ambientata in Italia? Ebbene si, anche gli autori di fumetto a partire dagli anni '80 hanno invertito la rotta. Si tratta a dire il vero di fumetti che non hanno mai avuto una diffusione popolare, poiché sono stati quasi tutti pubblicati sulle riviste d'autore che per loro caratteristica hanno sempre avuto un pubblico molto ristretto. Sul mensile “Il Mago”Vittorio Giardino
Giardino esordì creando il detective Sam Pezzo, anch'esso, come il “Commissario Spada, ambientato in Italia. Sulla rivista Orient Express, Edizioni L'Isola Trovata, vennero pubblicati “Il caso di Marion Colman”, la prima e unica avventura di Marvin, il detective che secondo le aspettative degli autori, Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, avrebbe dovuto prendere, nei favori del pubblico, il posto di Ken Parker .
Franco Saudelli con l'avventura “Luna Caliente” diede vita a "Porfiri", un detective piuttosto particolare, grasso e imbranato.
Il maestro Dino Battaglia per la collana “I protagonisti” creò l'Ispettore Coke di Scotland Yard, personaggio di breve durata perché di lì a un anno Battaglia morirà, proprio mentre si apprestava a terminare il terzo episodio.
Nel cinema, come dicevamo prima, non ci sono mai stati problemi ad ambientare trame gialle o thriller in uno scenario italiano. Nei fumetti no. C'è sempre stata una forma di pudore, poiché gli autori ritenevano che il pubblico italiano non avrebbe ritenuto credibile e realistico un fumetto con protagonisti italiani.
E' sempre il solito problema. Ci si chiede poi perché l'opinione pubblica ritenga il fumetto “roba per bambini” quando poi sono per primi gli autori a porsi dei limiti creativi e narrativi.
Di seguito analizzerò quei fumetti polizieschi o neri di ambientazione italiana che a mio parere sono stati fondamentali nella storia del fumetto italiano. La scelta, per ragioni di spazio, è caduta soltanto su alcuni fumetti e ho cercato di privilegiare quelli in cui, secondo me, lo scenario e il contesto storico assumono un'importanza fondamentale per lo svolgimento della storia.

Commissario Spada

“Il Commissario Spada” di Gianni De Luca fu pubblicato su “Il Giornalino” delle Edizioni Paoline per ben 12 anni, a partire dal numero 16 del 1970 e sino al 1982. “Il Giornalino” era una rivista settimanale di ispirazione cattolica destinata ai ragazzi e distribuita in particolar modo nelle parrocchie. “Il Commissario Spada” era una serie che ben rappresentava il fumetto poliziesco all'italiana. I contenuti delle storie rispecchiavano la particolare situazione storica di quegli anni con particolare riferimento al terrorismo. Per usare un termine che andava di moda allora si trattava di un fumetto “impegnato”.
Si trattava di un personaggio davvero innovativo. Il pubblico accolse in maniera molto positiva la nuova serie. Questo a dimostrare che spesso proporre opere coraggiose e innovative paga.
Autore della sceneggiatura era Gian Luigi Gonano, che, si è sempre ritenuto uno sceneggiatore “dilettante”. Sul sito dedicato al personaggio troviamo questa simpatica dichiarazione dell'autore: “Scrivevo infatti, racconta, di temi molto attuali rispetto al periodo che stavamo vivendo: furti di uranio, la secessione della Corsica, la malavita organizzata... Facevo il giornalista di professione e non lo scrittore, e questi erano gli argomenti che leggevo tutti i giorni sul giornale in cui scrivevo”.

I temi trattati da Gonano venivano spesso filtrati attraverso le vicende personali del protagonista. Il grosso dei lettori del settimanale era composto per lo più da un pubblico adolescenziale, ma la lettura del fumetto comunque doveva in qualche modo essere autorizzata dai genitori, non a caso, quindi, il rapporto padre-figlio è spesso presente all'interno delle storie.
Gianni de Luca oltre che fumettista ha operato anche come pittore ed incisore. E' unanimemente considerato come uno dei grandi disegnatori italiani. Il critico Gianni Brunoro, parla così dell'opera di De Luca: "non esiste uno stile di disegno che sia quanto il suo morbido, fluente, di immediata gradevolezza visiva. Caratterizzato da una levità di segno leonardesca, da una dolcezza espressiva raffaellita, da una capacità figurativa giorgionesca" .
fumetti del Commissario Spada sono stati recentemente ristampati in una bella edizione dalle Edizioni BD.
Sam Pezzo
Il creatore di questo personaggio è Vittorio Giardino. Sam Pezzo è un detective privato che svolge le sue indagini a Bologna, città natale dell'autore. Si tratta di un poliziesco hard-boiled., in cui sono presenti tutte le caratteristiche del genere: Sam Pezzo usa spesso dei metodi non diversi o più corretti di quelli usati dai criminali che deve combattere. Insomma, come si usa dire ora, non certo un comportamento “politicamente corretto”.
Una simpatica descrizione di Sam Pezzo ce la da Francesco Guccini: “È un duro, Pezzo, ma circondato dall'ironia dell'autore. Spara e uccide anche, conosce misteriose tecniche di lotta orientale con le quali fa secco uno, le dà quindi ma le prende (oh se le prende!), e lo feriscono anche (di striscio, come Tex Willer). Ma ha anche i vantaggi del duro hard boiled, a ogni avventura finisce a letto con la bella di turno, anche se da vero duro può, una volta, per stanchezza, addormentarsi indifferente, con lei che lo guarda indignata e delusa. Caso a parte Lia Wang, la cinese, che, se esiste e dove temo purtroppo sia e rimanga un segreto personale di Giardino".
Sam Pezzo appare per la prima volta nel 1979, con l'episodio “Piombo di mancia”, sul n° 86 del mensile Il Mago, Edizioni Mondadori, diretta da Beppe Zancan, e prosegue le pubblicazioni su questa testata nel biennio 1979-80. Tra il 1982 e il 1984 viene invece pubblicato sul mensile Orient Express, edizioni Isola Trovata. Nei primi episodi della serie lo stile di Giardino è ancora acerbo e il suo bianco e nero molto sudamericano, con il passare del tempo si evolve sino a sviluppare una personalissima ligne claire.

Tobacco
Fabio Filzi, un detective privato di second'ordine, scritto da Pino Cacucci e Gloria Corica con i disegni di Otto Gabos (Mario Rivelli), vive le sue avventure a Bologna. Filzi si occupa tutto sommato di indagini banali. Mariti o mogli tradite e furti qua e la. Ma un caso apparentemente semplice si rivela essere un vero e proprio intrigo internazionale che lo porterà da Bologna a Genova fino a Barcellona. Filzi è come un ramo trascinato nel fiume dall'avventura. Rivelli definisce così il suo personaggio: “ un perdente che non ha nemmeno mai pensato a essere vincente. La sua condizione diventa il suo stesso alibi esistenziale, il suo equilibrio disperato, il suo chiamarsi fuori. La Grande Avventura lo scuote, lo ribalta mettendolo in discussione. Guaio dopo guaio trova qualche sprazzo di vita”.

Tobacco di Cacucci e Gabos

Il segno di Gabos è di particolare interesse e, oserei dire, di stile espressionista. Il realismo a tutti costi non è necessariamente dato da un disegno fotografico. La scelta stilistica di Otto Gabos è quella di privilegiare la definizione grafica delle caratteristiche dei personaggi attraverso un tratto sporco, all'apparenza impreciso ma ricco di suggestioni.
Zampino
Si tratta di un personaggio creato da Giuseppe Ferrandino per la rivista Orient Express. . L'ambientazione delle storie è quella della Napoli degli anni '80. L'autore, essendo campano (è nato ad Ischia) conosce perfettamente lo scenario delle vicende. Il protagonista, Antonio Zampino, non è certo un poliziotto o un detective privato, anzi tutt'altro. Vive ai margini della legalità ed è una sorta di consigliere e confidente per gli abitanti dei quartieri popolari di Napoli. Non possiamo considerarlo propriamente un delinquente, ma Zampino, cinico e opportunista, per soldi è disposto a fare qualsiasi cosa. suoi clienti sono piccoli delinquenti, prostitute, tossicomani. Per svolgere gli incarichi che gli vengono affidati, utilizza metodi spesso illeciti, e grazie alle sue conoscenze, riesce a trovare quasi sempre una soluzione.

Zampino di Cossu e Ferrandono

L'ambientazione partenopea sarà poi utilizzata da Ferrandino come sfondo, anche per il romanzo Pericle il nero, che tanto deve a un fumetto come Zampino.
L'autore dei disegni è Ugolino Cossu, che con il suo segno graffiante, a volte sintetico, ricostruisce scorci di Napoli, caratterizza i visi e le espressioni dei protagonisti quanto e più farebbe un disegno troppo realistico.

5 è il numero perfetto (Peppino Lo Cicero)
Ancora Napoli in questo splendido fumetto di Igort. I primi tre capitoli di questo romanzo grafico vennero pubblicati a metà degli anni '90 dalla casa editrice Phoenix di Daniele Brolli. Siamo negli anni settanta, il protagonista è un guappo ormai in pensione. La sua vita è ormai lontana dal mondo che frequentava in gioventù. La moglie è morta e ora i suoi interessi principali sono il figlio Nino (anche lui un guappo) e il suo hobby, la pesca.
Ma qualcosa di grave viene turbare la pace di Peppino Lo Cicero . Il figlio Nino, vittima di un agguato, viene assassinato dall'uomo che era andato a uccidere.
Come può un autore che non è campano, ma sardo e precisamente di Cagliari, riuscire a raccontare con tale forza la Napoli degli anni '70? Qui entra il gioco la capacità del narratore di prendere spunto da quello che lo circonda per raccontare mondi lontani dal suo. In una recente videointervista apparsa sul suo blog, Igort rispondeva a una domanda sul perché i suoi fumetti non fossero autobiografici. Rispondeva dicendo che in realtà lui traeva ispirazione dalla sua esperienza personale per trasferirla in contesti all'apparenza diversi e lontani.
5  il numero perfetto di Igort

Nella nuova edizione integrale edita dalla Coconino Press, Igort ha reinterpretato e ridisegnato molte scene.
Si tratta di un personaggio molto “sentito” dall'autore. Peppino Lo Cicero a detta dello stesso Igort, ha assunto, seppur nella voluta stilizzazione grafica, connotati quasi reali.
In questo fumetto l’autore sardo utilizza uno stile di disegno molto particolare giocato sulla bicromia: il nero e un colore più vicino al blu che al grigio. Lo stesso Igort, a questo proposito, spiega così la scelta grafica nella postfazione all'edizione edita da Rizzoli nella collana 24/7: “Però, tassello dopo tassello, veniva fuori che, per esempio, mi interessava sviluppare una tecnica strana, che avevo in mente da almeno quindici anni. Avevo fatto un pallido tentativo ma non ci avevo veramente lavorato. Volevo aggiungere, al bianco e nero, un colore. Il blu suggerisce atmosfere notturne ma usato su un disegno chiaro rende bene anche la luce lirica del sud dell'Italia.
Bicromia. A me, per quella storia, non interessava il colore, volevo qualcosa che lo suggerisse e che contribuisse a sviluppare delle atmosfere, piuttosto”.

Antonio Sarti

Il personaggio Antonio Sarti, sergente della questura di Bologna, è tratto dai romanzi di Loriano Machiavelli.

Sarti Antonio di Gianni Materazzo

“Le piste dell'attentato", la prima avventura di Sarti Antonio, disegnata da Gianni Materazzo, ha avuto la sua prima pubblicazione sul mensile Orient Express nei numeri 28 e 29 del 1985. La storia, ambientata a Bologna, alla metà anni settanta, racconta di un argomento comune in quegli anni: il terrorismo politico. Sarti deve indagare su una bomba fatta espolodere alla stazione radio dell'Esercito dove moriranno quattro soldati. Per risolvere il caso, il personaggio di Machiavelli indaga tra prostitute, anarchici e agenti dei servizi segreti.
Le tavole di Materazzo hanno una gabbia molto particolare. Il formato a 4 strisce è costituito in realtà da tavole disegnate in orizzontale e poi rimontate. Ogni pagina è formata da due tavole sovrapposte con numerazione 1a e 1b, inusuale in Italia ma spesso utilizzata nel fumetto franco-belga. I disegni, pur risultando all'apparenza semplici, hanno la capacità di descrivere con pochi tratti il carattere dei personaggi.
La storia è stata ripubblicata nel 2005 dall'Editore palermitano Dario Flaccovio.

Coliandro

Coliandro di Lucarelli e Catacchio

Il sovrintendente Coliandro appare per la prima volta nell'antologia "I delitti del Gruppo 13" (Metrolibri-Granata Press). In seguito Coliandro diviene protagonista di due romanzi editi da Granata Press, "Falange armata" e "Il giorno del lupo". Si tratta di un investigatore distratto e un po' imbranato sapientemente caratterizzato dalla verve narrativa di Lucarelli.
Sulla rivista Nova Express, sempre dalla Granata Press, viene pubblicata la trasposizione a fumetti del personaggio grazie al tratto personale di Onofrio Catacchio. Nei primi anni '90 vengono pubblicate cinque storie, successivamente raccolte in volume.
Lo stesso autore parla così di Coliandro: “Quando ho letto per la prima volta un racconto di Carlo Lucarelli, mi è venuta voglia di illustrarlo. Quando ho illustrato Nikita, il racconto d'esordio di Coliandro, mi è venuta voglia di farne dei fumetti. Di disegnarlo non mi è ancora passata la voglia”.
Il "Callaghan della pianura padana", come lo descrive lo stesso Lucarelli, ha avuto una versione televisiva.
Nell'estate del 2006 Raidue ha trasmesso una mini-serie in 4 puntate, con la regia dei Manetti Bros.
Oltre alla vecchia edizione del 1994 della Granata Press, il volume di Coliandro è stato ristampato dalle Edizioni BD nel 2003.

Milano Criminale

Facciamo un salto indietro agli anni '70 con questo fumetto ambientato a Milano, scritto da Diego Cajelli e disegnato da Marco Guerrieri. Lo spunto iniziale del fumetto, oltre che a Cajelli, viene accredito anche a Maurizio Rosensweig. Si tratta di un evidente omaggio ai film del genere “poliziottesco”. I protagonisti sono il Commissario Lo Russo e l’Ispettore De Falco, impegnati nella caccia agli autori di una rapina al Banco Ambrosiano.

Milano Criminale di Cajelli e Guerrieri


Cajelli non è nuovo a incursioni nel genere poliziesco, ha scritto diversi Nick Raider, ed è l'autore di un geniale fumetto noir-supereroistico, ambientato in Italia, come Mambo Italiano. Tutta l'ambientazione è ricostruita alla perfezione proprio come era alla metà degli anni '70. Il disegnatore, con un segno apparentemente datato, ma efficacissimo, grazie anche all'utilizzo di foto e documentazione dell'epoca ci riporta magicamente all'atmosfera di quegli anni. Le citazioni in questo fumetto sono abbondanti, ma mai gratuite e servono proprio a definire al meglio il contesto storico in cui si svolge la vicenda. Nel volume edito nel 2003 da “Alta Fedelta”, per le edizioni Lo Scarabeo, vengono riportati tavola per tavola i riferimenti che sono stati utilizzati per la realizzazione della storia.

Volevo concludere con una segnalazione finale su un volume a fumetti, curato da Tito Faraci e dedicato al noir italiano a fumetti. Si tratta di “Alta criminalità” edito nella collana Piccola Biblioteca Oscar Mondadori. All'interno troverete alcuni dei fumetti citati in questo articolo più altri, anch'essi molto interessanti:
-Pinocchio di Sandrone Dazieri e Maurizio Rosenzweig
- Milano Criminale di Diego Cajelli e Marco Guerrieri
- Il Punto di Vista del Licantropo di Andrea G. Pinketts e Matteo Cremona
- Battaglia di Roberto Recchioni e Leomacs
- Nella Nebbia di Eraldo Baldini e Mario Mondo
- La Ballata del Corazza di Wu Ming 2 - Onofrio Catacchio
- Arrivederci Amore, Ciao di Massimo Carlotto e Luca Corvi - Andrea Mutti
- Il Delitto di Natale di Carlo Lucarelli e Claudio Villa

Per ulteriori approfondimenti potete visitare i seguenti siti web:
Cinema Poliziesco italiano:
www.pollanetsquad.it
Commissario Spada:
www.lauradelucaandfriends.it
www.drivemagazine.net/spada.html
Sam Pezzo:
www.vittoriogiardino.com
Tobacco:
www.ottogabos.com/tobacco.html
5 è il numero perfetto:
http://storyteller.blogspot.com
www.igort.com
Coliandro:
http://www.onofriocatacchio.com
Milano Criminale:
www.comicus.it/diegozilla/blog.htm