INTERVISTA A

GIUSEPPE DI BERNARDO

BIOGRAFIA

Giuseppe Di Bernardo nasce a Firenze il 25 gennaio 1971.
Dopo il diploma al liceo Artistico, si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics.
Inizia a lavorare come illustratore per libri e per giochi di ruolo, tra gli altri anche "Il gioco di ruolo di Martin Mystère". Nel 1994 si classifica terzo al concorso di fumetti di Prato e pubblica la sua prima storia a fumetti con "Lo specchio" (un horror di 15 pagine per Demon Story) e "Atlantis" (per la rivista Satanico).
Sempre nel 1994 crea il personaggio di Desdy Metus "L'Insonne". Ne disegna il n.1 "Giustizia fatta!" (settembre 1994) e scrive le sceneggiature del n.0 "La bella e la morte" e del n.3 "Meclet, Meclet". Su sceneggiatura di Ade Capone realizza l'albo "Altri Romei altre Giuliette" edizioni Star Comics.


Tra il 1995 e il 1998 collabora alla rivista erotica Selen di Stefano Trentini e pubblica le storie brevi "Scambio di ruoli", "La spettatrice", "Edilizia", "Lontano dagli occhi", "La prima notte", "Il sesso debole" e "La calza della befana", oltre ad un albo monografico di illustrazioni.
Sul Giornale dei Misteri, edita dalla Corrado Tedeschi, su testi di Moreno Burattini viene pubblicata, la storia breve"Missione UFO" inchiostrata da Jacopo Brandi, col quale disegna il n.60 di Lazarus Ledd, dal titolo "L'armatura nera".
Nel 1996 realizza le matite del n.253 di Mister No dal titolo"Un giorno da cani", inchiostrato da Marco Bianchini.
Ancora per la Star Comics disegna l'albo "La follia di Monsieur Giraud" (Samuel Sand n.5), sceneggiato da Giovanni Barbieri.
Dal 1998 al 2000 per la GPS International realizza 6 albetti pubblicitari a fumetti delle avventure di Eva e Chris, e alcuni episodi sono trasmessi su Rete 4 all'interno del programma "Chi c'è c'è". Crea i personaggi di Nebula, il primo e-comics italiano (www.shockdom.com) e con Jacopo Brandi disegna le prime tre puntate. Crea anche i personaggi delle Erinni per la serie Progetto tetha, un fumetto multimediale prodotto dalla Tisifone; insieme a Brandi ne disegna l'animazione per il web e un albo di 62 pagine. Nel 2000, disegna un fumetto ufologico di 32 pagine dal titolo "Presenze, il fumetto ufologico, allegato alla rivista ufologica UFO notiziario, e il fumetto Chirurgia parallela", inchiostrato da Jacopo Brandi su testi di Andrea J. Polidori.
Nel 2001 per la casa editrice Titivillus pubblica "Desdy Metus l'onda anomala" e "Il re linchetto", due albi dedicati alla deejay fiorentina.
Nel 2002 entra nello staff di Diabolik della casa editrice Astorina e nel luglio 2002 esce il suo primo albo dal titolo "Relazioni pericolose". Nel 2003, in aprile, esce il suo secondo albo di Diabolik, "Guardia del corpo", e il terzo, "Doppia trappola", è in edicola a ottobre dello stesso anno. Nel 2004 inizia a pubblicare in Francia per gli Humanoïdes Associés e disegna il quarto volume della serie "L'ancêtre programmé" .
Nel marzo del 2005 esce il primo numero della seconda "versione" editoriale di Desdy Metus, per la Free Books.

Giuseppe Di Bernardo

Una curiosità su come organizzi il tuo lavoro. Scrivi e disegni a casa, oppure hai uno studio? E come suddividi il tuo tempo fra disegno e sceneggiatura? Hai orari precisi o sceneggi e disegni secondo l'ispirazione del momento?
Ho uno studio, anche se in realtà è solo una piccola stanza. Si trova esterna all'appartamento. Ma nello stesso edificio. Non mi è mai piaciuta l'idea di lavorare in casa, conosco disegnatori che quando hanno delle scadenze incombenti, indossano il pigiama per alcuni giorni, insomma, si alzano dal letto e si siedono al tavolo da disegno, poi se ne tornano a nanna. Agghiacciante!
Il disegno è il mio lavoro principale, è quello che mi permette di pagare il mutuo e fare la spesa, la sceneggiatura de “L'Insonne” praticamente non dà reddito, quindi non posso considerarlo un vero lavoro. Si tratta di una passione, un hobby che mi prende tantissimo tempo. Scrivo per amore di Desdemona, e si sa che le donne spesso fanno soffrire.
A proposito di scrittura, ho scritto il mio primo racconto breve all'interno di una interessante raccolta dal titolo “Pistoia gialla e noir” di Del Bucchia editore. Ne ho curato anche la copertina e ospiterà nomi noti come Macchiavelli, Vichi e Bortolotti e la prefazione di Francesco Guccini. Spero sia una risposta per chi sosteneva che un disegnatore non possa scrivere, nemmeno fosse un peccato contro natura.
Abbiamo notato che diversi autori di narrativa gialla e thiller apprezzano “L'Insonne”. Sei sempre stato un estimatore di questo genere o c'è stato un preciso momento in cui ti sei appassionato? E quali sono i tuoi autori preferiti?
Già, molti giallisti hanno trovato il mondo di Desdemona degno di interesse. Qualcuno se ne è anche innamorato! Probabilmente l'ambientazione italiana e il caratterino di Desdemona hanno suscitato una certa curiosità. Devo anche dire che ho trovato delle persone molto disponibili a prestare il loro nome alla nostra strana avventura. Devo ringraziarli enormemente.
Il mio preferito? Acc! È dura. Apprezzo molto Leonardo Gori e Graziano Braschi che sono miei concittadini, ma amo molto i modo di scrivere di Gianfranco Nerozzi, Matteo Bortolotti e, naturalmente, Carlo Lucarelli.
Nel cinema e nella narrativa diversi autori hanno ambientato in Italia le loro storie thriller o gialle, come mai invece, secondo te, nel fumetto, a parte alcuni casi, c'è stata sempre una certa ritrosia ad utilizzare un'ambientazione Italiana?
Lo trovo un mistero e soprattutto un peccato. Probabilmente l'ambientazione italiana abbatte nel lettore di molto “la sospensione dell'incredulità”. Mi spiego: nel primo numero dell'Insonne, un elicottero sorvola a bassa quota i tetti di Firenze, e un gruppo di teste di cuoio penetrano in Radio Strega. La cosa ha scatenato qualche piccola polemica, mi sono sentito dire che se non era plausibile che nessuno se ne accorgesse! Se la stessa scena fosse stata ambientata a Praga nessuno avrebbe detto nulla. Raccontare di ciò che tutti hanno sotto gli occhi è molto faticoso, si devono curare i dettagli, l'abbigliamento, i mezzi, le leggi, ecc. Se si ambienta la nostra vicenda in un paese straniero c'è maggiore libertà perché sono minori le possibilità di controllo del lettore. Ma non durerà, il fatto che la maggior parte degli scrittori noir italiani sviluppi le proprie storie in Italia è il segnale che siamo pronti a seguire l'esempio francese dove si prediligono vicende con ambientazione locale.
Le storie di Desdy hanno spesso dei riferimenti storici. Questo deriva da una tua passione per la storia o invece è soltanto un espediente narrativo?
In realtà non tratto di storia vera e propria, ma di para-storia, ovvero avvenimenti misteriosi del passato che influenzano e si mischiano con il presente. Sono sempre storie minori, piccole vicende umane che cercano Desdemona per essere risolte.
È una caratteristica della serie che ci ha anche permesso di essere riconoscibili, quindi si tratta anche di un espediente narrativo che mi piace molto. Tutta la miniserie si sviluppa sull'intreccio di passato e presente, vi accorgerete, se avrete la bontà di leggerci, che proprio il Mercurio Rosso, la misteriosa sostanza che appare nel sesto episodio, è l'emblema di questa struttura. Il Mercurio Rosso è una sostanza mitica già citata in testi medievali, ma oggi viene implicata in vicende di terrorismo internazionale. Ciò che non viene risolto nel passato continua a porci le domande nel futuro.
Una domanda sui tuoi strumenti di lavoro. Che tipo di carta utilizzi per disegnare? Usi pennarello o preferisci il pennello?
Per Diabolik la carta viene fornita direttamente dalla casa editrice Astorina, si tratta della Sholler Hammer. Quando lavoro per gli Umanoidi uso una carta Fabriano al 50% cotone, una carta bellissima che però non viene più prodotta. Per disegnare uso micromine 0.3 e 0.5 HB e B e una meravigliosa gomma elettrica che mi ha portato una mia cara amica giapponese. Le poche volte che inchiostro uso pennello 2 e pennarelli vari, ma nella maggior parte dei casi vengo inchiostrato da altri: Giorgio Montorio per Diabolik e Jacopo Brandi per gli Umanoidi.
Quali sono gli autori di fumetto su cui ti sei formato o da cui hai tratto maggiore ispirazione?
Tanti, e spero che da ognuno abbia imparato qualcosa. Graficamente ce ne sono una marea. Da Giardino a Hitch, da Marini a Moline, da Casertano a De Vincenzo, passando per Zaniboni, senza dimenticare Marco Bianchini che è stato mio insegnante alla Scuola internazionale di Comics di Firenze. insomma mi piacciono tutti e non ho un riferimento preciso! Per le sceneggiature Moore, Millar e soprattutto Sclavi.
Dei fumetti italiani attualmente in edicola, qual'è quello che preferisci e perché?
Continuo a leggere Dylan Dog soprattutto quando lo scrive Paola Barbato, ma ho un vero innamoramento per Rat Man.
Una domanda extra fumetto. Che genere di musica ascolti? Quando disegni o sceneggi ascolti musica?
Quando disegno ascolto la radio, la mattina “DeeJay chiama Italia” il pomeriggio “Fahrenait” su radio 3, un bellissimo programma sui libri. Poi ho una collezione interminabile di audio libri, una manna, che mi permette di “leggere” mentre lavoro. Quando scrivo, non voglio sentire una parola. Ascolto colonne sonore o musica d'ambiente. Se scrivo scene thriller metto il “loop” Profondo rosso dei Goblin ed entro in trance ;)
Ci puoi rivelare qualcosa sul futuro de “L'insonne?
Diventerà mensile? Ci sono progetti per far vivere a Desdy qualche avventura in Sardegna?
No, per adesso non diventerà mensile, anzi, posso garantire solo che arriveremo al tredicesimo numero portando a termine la miniserie. Il riscontro del pubblico è stato ottimo ma ci sono grossi problemi con il distributore.
Nel futuro, chissà, spero di poter ancora scrivere qualche avventura di Desdemona e, perché no, portarla ad Santa Cristina di Oristano, un posto veramente magico.
Riuscire ad entrare nello staff di Diabolik è stato una cosa semplice o difficoltosa? E se si quali sono i problemi che hai incontrato?
È stata una vicenda veramente casuale. Pensate che stavo per lasciare il fumetto e dedicarmi completamente alla pubblicità, quando Giorgio Montorio vide le mie tavole a matita e le trovò molto precise e facili da inchiostrare. Così feci delle prove libere per Diabolik e poi delle prove ufficiali. Mario Gomboli mi

dice sempre che sono stato l'uomo giusto al posto giusto. Qualche volta nella vita è indispensabile avere fortuna! Un ultimo pensiero, però, va a Brenno Fiumali, Direttore artistico dell'Astorina fino a poco tempo fa. È stato lui che mi ha dato tanti consigli, era lui che mi correggeva le tavole, sempre con eleganza e signorilità. Ora Brenno non c'è più, ma ogni volta che disegno Diabolik seguo ancora la strada che mi ha indicato.
(Intervista raccolta da Luigi Serra nell’ottobre 2006)